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Alla "Porta a Mont" la Jaletta 2011!

Alla Categoria: Altro
Data: 21/08/2011 ore 13:31:33

Si è svolta come di consueto il 20 agosto, alle ore 15,00, l'edizione annuale della "Giostra della Jaletta". Forse è stata in assoluto la più bella edizione della giostra, che ha visto la partecipazione di un numerosissimo pubblico e che è stata preceduta, in mattinata, dalla sfilata per le vie del paese dei cavalieri dei sette rioni "rivali", accompagnati dagli Sbandieratori di Pietramontecorvino. Ha vinto, agevolmente, il rione Porta a Mont, che ha ricevuto in premio la Jaletta 1973 e la coppa offerta dall'U.N.I.R.E. (Unione Nazionale Incremento Razze Equine). Sul palco della giuria, presieduta dal consigliere provinciale dott. Vito Guerrera e composta anche dai sigg. Vittorio Simonelli, Franco Circelli, Luciano Iannantuoni e Giuseppe Bozzuto, sostituito nel corso della manifestazione da Mario Recchia, sono stati presenti, oltre al sindaco di San Marco dott. Michele Fascia, anche alcuni sindaci dei paesi dei Monti Dauni: ing. Francesco Santoro (Celenza Valfortore), ing. Dino D'Amelio (Carlantino), dott. Saverio Lamarucciola (Pietramontecorvino), geom. Mario Simonelli (Orsara di Puglia), geom. Ernesto Cicchetti (Castelnuovo della Daunia), dott. Pietro Calabrese (Motta Montecorvino).

La giostra è stata ripresa da RAI TRE e trasmessa in televisione alle ore 19,30 di oggi. Tutta la manifestazione è stata accompagnata dall'impareggiabile commento del dott. Gerardo Fascia, considerato ormai, e a buon diritto, "la Voce" della giostra. Assai significativo il riferimento fatto da quest'ultimo, in apertura di manifestazione, alla Giostra della Jaletta come espressione di un valore identitario di tutti i paesi dei Monti Dauni Settentrionali: “La rinascita di un territorio parte dal basso, dalla gente; passa necessariamente dalla valorizzazione e dalla rivitalizzazione della memoria storica e delle tradizioni folcloristiche. La riscoperta di una propria connotazione identitaria rinsalda i legami sociali nell’ambito di una Comunità e tra più Comunità che condividono uno stesso destino. I piccoli Paesi dei Monti Dauni non si sentono più “Figli di un Dio Minore”, ma sono pronti a camminare insieme verso un futuro comune”.